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Mi ricordo di quando andavo a scuola…
Di come certi piccoli problemi sembravano grandi tragedie… di come quando arrivava maggio sembrava già di essere in vacanza… mi ricordo che era sempre impossibile studiare alla mattina prima delle otto, ma se alla sera prima non avevi studiato nulla allora era indispensabile… e c’erano gli insegnanti, che allora vedevo come “insegnanti” e non come persone… come fossero una razza, una specie… ora che mi rendo conto della loro “umanità” mi rendo conto anche che non deve essere facile catturare l’interesse di tanti ragazzi, entusiasmarli con materie che all’apparenza sembrano noiose… renderli coscienti del fatto che ognuno di loro è importante e non solo chi ha saputo essere più bravo con qualche nozione imparata meglio…
Ma mi rendo conto anche che è più semplice a volte seguire le righe di un libro e chiuderlo alla fine dell’ora, senza preoccuparsi se ciò che è stato trasmesso è anche arrivato… E’ difficile essere insegnante… ma è difficile anche essere un ragazzo o una ragazza. E imparare non sempre significa leggere.