- by Emiliano
- on 25th aprile 2007
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Mi ricordo di quando andavo a scuola…
Di come certi piccoli problemi sembravano grandi tragedie… di come quando arrivava maggio sembrava già di essere in vacanza… mi ricordo che era sempre impossibile studiare alla mattina prima delle otto, ma se alla sera prima non avevi studiato nulla allora era indispensabile… e c’erano gli insegnanti, che allora vedevo come “insegnanti” e non come persone… come fossero una razza, una specie… ora che mi rendo conto della loro “umanità ” mi rendo conto anche che non deve essere facile catturare l’interesse di tanti ragazzi, entusiasmarli con materie che all’apparenza sembrano noiose… renderli coscienti del fatto che ognuno di loro è importante e non solo chi ha saputo essere più bravo con qualche nozione imparata meglio…
Ma mi rendo conto anche che è più semplice a volte seguire le righe di un libro e chiuderlo alla fine dell’ora, senza preoccuparsi se ciò che è stato trasmesso è anche arrivato… E’ difficile essere insegnante… ma è difficile anche essere un ragazzo o una ragazza. E imparare non sempre significa leggere.



si hai ragione..imparare non sempre significa leggere.
si imapara piu’ di tutto dalla vita….da quello che ti succede.
si impara dalla gioia e dal dolore.
emy bello……
ti rivedo piccino…..
non stavi mai fermo…..
eri un vulcano..ù
e mi prendevi sempre in giro perche’ uscivo truccata anche in montagna e perche’ andavo matta per michael jackson.
ma erano tempi gioiosi sotto le stelle la sera ,luca paolo,marco,paola,luisa,valentina,io ,te e altri villeggianti.
se guardi ci sono ancora le firme alla fontana…….
guarda. bene……..io le guardo sempre.
e sogna……
i nostri ricordi.
bella la scuola…ancor meglio le vacanze.
Ciao a tutti, e ciao ad Emiliano…
sono stata un pò latitante ma ho avuto la laurea in mezzo…
adesso sono tornata e, insieme a tanti arretrati ai quali risponderò con calma, trovo questa bellissima riflessione di Emi… che si trova quasi in tema del mio vivere questo periodo…
Mi sono laureata come dicevo e avuto anche modo di ripensare a questi lunghi 19 anni (quasi) passati sopra i libri per inseguire il mio sogno, e nel diventare dottoressa mi sono rivista piccola piccola quando iniziavo le scuole elementari.
Da piccoli si temeno i maestri, come da grandi si temono i professori… eppure la loro è solo una professione e poi sono persone come noi.
In tutti questi anni mi sono resa però conto che davvero la vita non si impara sui banchi di scuola, ma fuori con le esperienze che fai, lo studio contribuisce solo a creare una cultura personale… il che non è poco… perchè pure questa serve!
E poi i libri che ti impongono di leggere e studiare maestri e professori si leggono meno volentieri di quelli che si scelgono noi…
…………. Ho appoggiato qua un pò del mio pensiero
e lascio un abbraccio grande a tutti voi
non mi ricordo le lezioni ma mi ricordo le facce di tutti i professori…non mi ricordo dei compiti ma del crampo allo stomaco che li precedeva sì… non mi ricordo che cosa vuol dire per esteso DNA ma mi ricordo invece del 4 alla prima interrogazione di prima superiore per nn essermelo ricordato…non mi ricordo cosa avevo alla prima ora del lunedì ma mi ricordo benissimo cosa avevo l’ultima del sabato…non mi ricordo delle pagine da studiare ma mi ricordo che le studiavo tutte alla mattina in corriera….mi ricordo le paure della scuola didattica ma mi ricordo con più gusto della scuola vissuta: i poker durante la lezione, i bigliettini dei compiti in classe, il “cùpieee…però v’anfedi mia cà pleer” del professor Cocconcelli, mi ricordo “Letame Letale”, il panino al salame o il gnocchino alla mortadella, mi ricordo i duplo, Libero il bidello, mi ricordo il “Prof però non rida” dopo che con la penna minacciava un rapporto di classe e…..puntalmente rideva….mi ricordo ‘ste cose…poi per il DNA c’è ancora tempo per studiare.