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Ci sono le “giornate mondiali”… oggi è quella contro la fame nel mondo. E se ne discute, si cerca di sensibilizzare noi e gli altri, soprattutto gli altri perchè di solito “noi” ci sentiamo già sensibilizzati. E’ un fatto più grande di quanto io riesca ad immaginare, un fatto che parte da lontano, da scelte “politiche” che vanno in direzioni che non sono sempre compatibili con il rispetto per la vita. La vita, che se non facessimo troppi casini tutto sommato andrebbe avanti da sola, in equilibrio… ma siamo tanti, siamo sempre di più. E non si può certo dire che siamo “troppi”, a meno che non siamo noi i primi ad avere il coraggio di cedere il posto… ma questo naturalmente non accade. Ognuno ha il suo viaggio, i suoi pensieri, le sue preoccupazioni, le sue piccole e grandi gioie e tutto sommato è anche giusto così. Ognuno c’è perchè ci deve essere, e questa è una verità. Abbiamo creato una moderna “inciviltà”, un non-equilibrio che fa male a tutti, anche a chi mangia troppo… Non sono io a sapere come risolvere questi grandi problemi, non so nemmeno bene cosa voglia dire avere veramente fame, sentirsi fragili come una foglia al vento freddo di novembre, non avere più voglia nemmeno di capire o di cercare sollievo. Ma penso che più se ne parla e meglio è. Per capire che la realtà non coincide necessariamente con la “nostra” realtà. John Lennon diceva che se tutti al mondo desiderassero la pace allora la pace ci sarebbe, ma molti al mondo desiderano soltanto una televisione nuova. Magari della televisione possiamo anche fare senza, sperando che qualche milione di sorrisi strappati alla miseria e alla sofferenza possano essere uno spettacolo migiore.